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CRITICI D'ARTE E GIORNALISTI

Ho conosciuto Eleonora a Bergamo. Conosco il suo labirinto ceramico e l'errante che è in lei. Sono d'accordo: il percorso della conoscenza è avere anche il coraggio di viaggiare e perdersi.

Nel complesso lavoro ceramico della Ghilardi, trovo che la scelta fatta, la più difficile oggi, è quella ardua di stare dalla parte della verità e della libertà. Difficile è scegliere quando, a prevalere, è la seduzione di complementi d'arredo, fatti in materiali che parlano altri linguaggi (e quindi l'apparenza uccide la verità); la materia non è più quella che crediamo di riconoscere. Difficile quando i condomini, le case e le ville sono già conquistati o assediati da orde di piccoli sogni spacciati per arte in ceramica, pietra o vetreria.

Non importa se lavorate e decorate in modo ingenuo o ipertecnologico: perché lo sono senza carattere e, se dipinte, con vernice a freddo da modellismo. Difficile per tutti è il coraggio dipossedere di meno, ma di qualità e verità.

Difficile per un artista è scegliere quando è spesso pretesa all'arte la convergenza a un modello riconoscibile che poi ti annoierà per sempre.

Eleonora ha scelto il suo labirinto ceramico, ma non può perdersi; ha il suo filo eterno d'argilla. Nel Totem tattile di Eleonora, nel suo sogno, nelle sue ultime superfici porcellanose non vi sono allegorie o citazioni, ma stratificazioni di gesti rubati a quelli della musica perché la materia che osserviamo non vuole essere altro che stupendamente se stessa. 
 
Giovanni Cimatti

suo docente in Arte della ceramica
Faenza 6 gennaio 2009

      
             
Difficile è parlare del suo lavoro, cercando di analizzarlo e presentarlo a coloro che leggono, perché molto varia e diversa è la sua produzione.

Eleonora inconsciamente ha già scelto la sua strada, essa sa che la quiete di uno studio di pittura, dove per anni si procede con lo stesso modo di lavorare, non fa per lei. Sperimentare nel preciso tentativo di lasciare la propria impronta sull'oggetto quotidiano è la vera forza di questa giovane.

           
Luana Raffuzzi (pittrice)
      
           
Quello di Eleonora Ghilardi è un gesto creativo consapevolmente teso, come atto di conoscenza, nella ricerca sempre più approfondita di nuove dimensioni, in cui svelare una bellezza esaltata nei suoi valori estetici ed intrinseci più sublimi.

In un continuo rapporto tra svariate materie, utilizzando tecniche più diverse e personali, per Eleonora Ghilardi la ceramica non "solidifica" mai, ma è in "costante ampliamento, riduzione, passaggio", le trasparenze di vetro sono usate a volte come "memoria" per raccogliere le trame e ritessere le diverse campiture.

Un "racconto" la produzione di Eleonora Ghilardi, che si palesa in sensazioni ed emozioni che assumono aspetti più differenti e persino astratti, ma che dalla sua realtà esistenziale sono riflessi più reali, i riverberi più vivi delle sue aspirazioni: un racconto che si esprime in palpitanti "voli d'ala d'artista"

 

Ugo Lo Russo (giornalista)
      
           
Basta osservare anche solo un'opera di Eleonora Ghilardi per farsi catturare dall'idea che un luogo, un pensiero siano anche la narrazione - in questo caso artistica - che se ne fa.

La sua arte, infatti, è un prezioso racconto che manifesta ogni volta l'inseguimento dell'inconsueto ed esprime una piacevole sovrapposizione di storie, immagini, racconti sul filo della memoria. Eleonora insegue l'orizzonte, o meglio cerca di spingerlo sempre un poco più in là. E' la ricerca di chi sperimenta, di chi prova a dare forma a sogni, desideri, ricordi... sempre nello spazio dove risiede l'insolito. Uno spazio che l'artista torna ad esplorare in ogni sua creazione, cercando un antidoto all'omogeneità, all'ovvietà, del già visto, alla cecità di ciò che resta sempre uguale a se stesso.

Il suo è un approccio più che attuale e innovativo all'arte della scultura...ne rivela, in qualità di proprietà fondativa, una straordinaria capacità di farsi messaggio. L'oggetto creato, che sia un vaso, un gioiello, una scultura, non identifica mai solo una funzionalità diretta, ma svela un progetto, un concetto, un miraggio, un'idea, una traccia di vissuto che si trasformano e trasfigurano grazie alle straordinarie qualità artistiche di questa "poetessa della materia". 

 

Paolo Gennari
Redazione Nonsolomoda - Canale 5
           
               
Esplorare è un verbo che si addice alla personalità artistica di Eleonora Ghilardi. Penetrare nelle meraviglie del mondo e portarne con sé lo stupore per esprimerlo nella scultura. Una scultura, in vero, piuttosto "insolita", per il materiale usato: la porcellana.

Scolpire con la ceramica significa creare attraverso i quattro elementi, modellare la terra con le mani, diluire con acqua i polverosi pigmenti del collage d'ingobbi e affidare il "corpo" al fuoco, perché non si spezzi, perché si colori. Significa attendere con pazienza che l'aria raffreddi l'ardore delle fiamme per poter stendere la pasta cristallina con la quale, dopo una nuova cottura, catturerà la luce nell'opera. Significa tempo, cura e passione.

Nei quadri-scultura, pagine di candida porcellana modellati a strati sovrapposti, il colore racconta impressioni di viaggi in terre lontane, luoghi impregnati di storia o selvaggi, confini poco battuti, così come quelli entro i quali si muove l'ispirazione dell'artista: un fiordo islandese, una baia ghiacciata in Alaska. Le sfoglie di ceramica s'increspano in onde o sono, nelle sculture tridimensionali, veri e propri flutti da cui sembra potersi sentire il fragore del mare, quando s'infrange sulle coste dell'Oregon.

Le ceramiche di Eleonora sono corpi solidi che pulsano, nella fragile compattezza degli strati da cui sono formati, della vita degli elementi che li compongono.

           
Elena Carrea - Giornalista e critica
           
     
La creatività artistica di Eleonora Ghilardi ha raggiunto e superato l’immaginifico. Eleonora crea infatti con inesauribile prolificità sublimi immagini scultoree. Il suo campo di lavoro non ha limiti: gioielli, spille, orecchini, collane non soltanto in vetro o ceramica ideate, modellate e dipinte a mano, ma, soprattutto, in porcellana, diventata, questa, la sua sperimentazione in continuo divenire.La modellazione della porcellana è realizzata con tecniche innovative: paper-clay, gres effetto nero fumo con terre sigillate, composizione a smalti e collage di ingobbi.

La creatività artistica di Eleonora ha subito un’evoluzione palese. Da anni il suo percorso, attento a cogliere i segni del tempo, grazie anche alla valorizzazione applicativa tecnica della porcellana, ha assunto un nuovo rilievo metodologico. Il colore acquista sfumature ora tenui ora forti, tali da esaltare i lavori, che variano secondo la fantasia e l’estro dell’artista, in eccelse magiche configurazioni.

Eleonora Ghilardi, apprezzata e stimata sia in Italia sia all’estero - le sue mostre private e collettive ne dimostrano il successo di critica e di pubblico - è una fucina inestinguibile di alacre produttività. Spiccano tra le ultime produzioni opere realizzate in dimensioni non insignificanti: vasi, piatti, composizioni che mirano alla rappresentazione di forme volumetriche e cromatiche non prive di riferimento alle forme della realtà sensibile, che talora esulano dalla concretezza per sconfinare nell’astrazione più utopica. Un mondo quasi irreale, in cui si avverte un senso di non comune spiritualità, prettamente creativa, concettuale, ma sempre determinata alla specificità.
           
Ugo Lo Russo (giornalista)

      

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STYLE PAPERS | febbraio 2014